Logica Attenuante
...Siediti qua, dammi solo un momento, fragilità che diventa calore, fiume scorri lento, sorgente d'incanto, piccolo lamento, gioie d'amore, tenue soffio di vento, siediti qua,dove tutto è di mare, e SE MI ADDORMENTO NON MI SVEGLIARE
venerdì, 14 marzo 2008

Ciao a tutti!

E' davvero da tanto tempo che non scrivo, e avevo dichiarato che non avrei più scritto, ma solo perché lo spazio blog aveva perso di utilità. Beh, forse lo spazio effettivamente è inutile agli altri, non lo è a me... e per questo -per amor proprio- che sto scrivendo adesso. Queste quattro parole, tra l'altro scritte anche male (forse) non cambieranno forse la vita di nessuno, ma mi faranno stare bene. Queste quattro parole (proprio queste) mi piacciono. Ed è per questo che le ho scritte.

Vediamo di capire cosa è successo nel frattempo:

- un colloquio di lavoro andato bene, ma ho rifiutato la posizione;

- il riavvicinamento col parapendista, che mica lo è poi così tanto;

- il riallontanamento da chi predica bene e agisce male (perché i buoni alla fine non sono così buoni, altrimenti non farebbero del male a nessuno);

- i preparativi per l'ennesima partenza, questa volta meno sentita, anzi un po' sono anche contento :-);

- il litigio con chi mi piaceva;

- l'allontanamento dalla ragazza a cui io piacevo, ma solo per dar spazio a un rapporto più sincero sicuramente di amicizia.

 Tutto qui? A me non sembra poco... next updates in a few days, nel fratempo, mi godo piccoli spezzoni di vita ;-) 

  

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categoria:pensieri
domenica, 23 dicembre 2007

Ciao a tutti!

E' da tanto che non scrivo più s questo blog...tant'è che penso che la sua utilità sia anche giunta ad un termine. Lontan ii tempi dei gabbiani, lontanissimi quell idel maestro con la barba bianca a cui piaceva voalre col parapendio. Lontani i tempi dell'incertezza (fase A) e dell'insicurezza (fase B).

Mi domando ancora dove sei se ci sei  (scusate la rima neomelodica, ma tant'è). Mi domancho chi sono se sono.  E in tutto questa nebbia uan certezza. Il sole nero tramonterà. E si attende con ansia i lsorgere del sole giallo.

Buon Natale!

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domenica, 22 luglio 2007

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai

Se vi e' mai capitato di ricordare, in un giorno qualunque, i baci avuti e quelli che ancora sarebbero stati, se la storia fosse continuata, beh..allora forse aldila' di una banale esperienza, in quella relazione c'era anche un po' di sentimento. E' una verita' universalmente riconosciuta -per dirla alla Jane Austin- che ci si ricorda e si rimpiange cio' che piu' ha impresso la nostra mente e il nostro cuore (i piu' materialisti grideranno allo scandalo, ma tant'e'). E' una verita' universalmente riconosciuta che in amore non esistono colpi di spugna che possano detergere anche le ferite piu' profonde, e le passioni piu' intense. Occhi...sto parlando di amore e non di ... esperienze ... anche a costo di sembrare piu' illuso e piu' solo di quanto gia' non sembri!

E io cosa ricordo? Beh, preferisco pensare a cio' che ricordero'. 


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categoria:pensieri, musica, racconti, antologia
giovedì, 28 giugno 2007

Quando il passato non e' ancora passato, forse il futuro sembra ancora piu' lontano, no? Lontano dove non ci sono piu' nuvole, qualora dove fossimo in questo istante ce ne siano, lontano, lontano nel tempo. Loontano dal mondo forse. Lontanto da dove c'e' chi ci ha fatto male e stare male. Lontano da dove l'insoddisfazione fa compagnia allo stare bene. Lontano da tutte le lacrime versate e da versare. Semplicemente lontano. Andare lontano. Sognare.

Quanto lavoro e quante energie spese inutilmente nel sogno. A che serve, se e' talmente labile? Momenti magici, di per se', ma effimeri. Oasi di liberta', imprigionate nella mia mente. E forse un po' ne divento schiavo anch'io. Gli attimi in cui il cuore riposa sono giornate piene di avventure.  Di avvenimenti. Di voci. Di persone. Di un amore, ma forse di cento, mille amori. Di persone che mi cercano e di persone che mi trovano. Di un'aurora perenne. Una fase di transizione dove si puo' solo stare bene.

E dopo il sogno, la stanchezza del vivere si riaffaccia e bisogna fare a pugni per sopravvivere.

 

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categoria:pensieri, musica, racconti, antologia
sabato, 02 giugno 2007

E il mio discorso più bello e più denso

esprime con il silenzio IL SUO SENSO!

 

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categoria:pensieri, musica, antologia
lunedì, 30 aprile 2007

Prospettiva Nevski

<<L'inverno con la mia generazione , le donne curve sui telai vicino alle finestre...>>

E quel vento a trenta gradi sotto zero non aveva spazzato via solo i cumuli di neve, ma con esso erano andate via anche le ultime illusioni di Yuri. Yuri non va più alla ricerca di triangoli e forme nello spazio e nel tempo in grado di potergli aprire un varco verso l'eternità -no, aveva capito che non era quello il modo. Ora Yuri sa che il suo punto di vista deve essere quello dell'uomo medio. La vita è tristemente fatta di e da uomini medi, avrebbe detto una volta. Ora si era corretto. La vita è fatta da uomini normali, evviva. Nessun eroe. Nessun demonio. Solo uomini. Diversi uno dall'altro, ma uguali nelle sostanziali attività. Uomini. Nient'altro che uomini. Che sollievo! Era stato così difficile trovare una soluzione, fra le infinità di vie che gli si ponevano innanzi! E pensare che ce l'aveva in lui stesso, la soluzione. Ma nel suo peregrinare non era più lui, ecco come si era allontanato dal centro del labirinto. Ma una volta riavvolto il gomitolo, ne aveva trovato l'uscita, e da ora in poi nessuno lo avrebbe più fermato.

Si sarebbe seduto sui gradini di una chiesa per aspettare che finisse Messa e uscissero le donne. Avrebbe parlato, se fosse stato necessario, aspettando sempre "con piacere" il suo turno. Avrebbe studiato, sotto la luce fioca di candele e lampade a petrolio. Avrebbe visto con occhi assenti i balletti all'opera. Avrebbe visto i noiosi film sulla rivoluzione. Sarebbe ritornato a vivere. Aveva atteso troppo nella penombra. Per fortuna il suo maestro lo aveva avvisato che sarebbe stato difficilissimo ritrovare l'alba, oltre l'imbrunire. Adesso, però, è giorno. 

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categoria:pensieri, musica, racconti
sabato, 07 aprile 2007

 

"Tanto a tanti!" Così felice sussurrò il Gabbiano al pulcino che stava nel nido. Parafrando San Paolo e il suo "Tutto a tutti"...dopotutto il Gabbiano era conscio che lui era solo un gabbiano...aveva un notevole rispetto per le "dimensioni"...

"Non ti vorrai precludere la meravigliosa opportunità di conoscere altri gabbianelli come te, decidere di frequentarli o meno, anche quando sono lontani basta semplicemente sintonizzarsi con il cuore e gridare e cercare...qualcuno risponderà...apri il tuo cuore e la mente a tanti altri tuoi simili e dissimili, gabbianello mio, vai avanti, osa. Prendi da ognuno ciò che ti può dare e dai ad ognuno ciò che più puoi dare. fosse solo un sorriso, sarà già moltissimo". Il papà era un gabbiano di una certa autorevolezza. Non era il capo del clan, ma tuttavia era uccello stimato e apprezzato da tutti. Non più giovane -o almeno i ciuffetti bianchi sotto il becco e il piumaggio non più candido splendente, ma leggermente ingrigito, così lasciavano intendere- ma sapeva parlare dritto al cuore dei suoi pulcini. Non era affatto compassionevole, non compiageva molto gli altri, ma sapeva piangere...anche assieme ai suoi pulcini se necessario. Un gabbiano di una certa tempra, quella tempra che sembra forse di altri tempi. E sapeva un mondo di cose. Eccellente volatore -sembrava un parapendista, durante i suoi voli in picchiata- eccellente conoscitore dell'animo dei gabbiani, non bellissimo -era pur sempre un gabbiano, no?- gli piaceva volare sulle coste europee...perché gli americani erano "fessi", diceva. Si trovavano ad essere i padroni del mondo -gli americani, intendo- solo perché i gabbiani europei erano più fessi. E secondo me aveva ragione.

Io -ahimè- lo osservavo sporadicamente. Una volta a settimana, poi sempre più di rado...i miei impegni non mi consentivano una visita più frequente. E ringrazio ancora quel DIo che mi ha dato la possibilità di intendere il linguaggio dei gabbiani. Infatti, ogni volta che il Gabbiana parlava ad un suo pulcino, ed io ero lì a ascoltare, era per me una grande occasione per imparare, quasi volare sopra i pensieri e i luoghi comuni.

Il pulcino però sembrava non capire il discorso iniziato prima dal padre. "Ma papà, mi vuoi dire che devo sfruttare i miei amici gabbiani? E io ho paura che gli altri sfruttino me...è corretto papà?"

"NO. La vita è fatta di occasioni, coincidenze prese, altre mancate. Incontri. PErcorsi. Sta a te scegliere se affrontarli in solitudine, se sei capace. O in compagnia. Anche per brevissimi tratti, in caso. In compagnia di qualcuno con cui condividiamo anche solo un interese. Sappi figliolo, fatti consigliare da uno che ha fatto tanti viaggi, in compagnia di tante persone differenti. Non avere timore. Non sfrutti nessuno. E nessuno sfrutterà te. Quella è solo la naturale paura che viene a chi punta tutto su una sola altra persona. E non sarà il tuo caso. Se sarai coraggioso e scommetterai su te e sugli altri."

"Ma papà, sono goffo io!" esclamò il pulcino. E i lpapà prontamente rispose: "Non è che lo sei per farti consolare? Figlio mio, mostrati nella maniera più schietta e sincera agli altri. Altri che ti vorranno bene e ti ameranno per come sei, anche se sie realmente goffo. Ma se goffo non sei, o lo sei meno di quanto dici, avrai ancora in più tanti amici attorno a te. Prova. Domani sono sicuro che sarai meno goffo".

Il sermone era finito.

Al gabbianello non restò che versare un lacrima, guardare al padre, accennare ad un sorriso, sussurare un "Ti voglio bene, papà". E riprese a volare.

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categoria:pensieri, musica, racconti, antologia
domenica, 11 marzo 2007

old-couple-02

... L'amore mio non può

dissolversi con l'oro dei capelli..

Fin ch'io vivo sarà vivo in me,

solo per te!

da Malena (Monica Bellucci) 

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categoria:pensieri, musica, antologia
domenica, 04 marzo 2007

Ciao Antonella!

matia_bazarLa classe non è acqua, dopotutto... E non è certo che gli altri la riconoscano. Chi sa un minimo del percorso quantomeno musicale di Antonella Ruggiero, non può certo restare indifferente alla eterogeneità di suoni e stili che quetsa cantante hja abbracciato. Sorvolando sugli inizi, da BERLINO PARIGI LONDRA in poi (soprattutto con TANGO, ARISTOCRATICA e MELANCHOLIA) Antonella pone il suo personaggio al centro come un punto di riferimento dell'intera musica italiana. Personaggio non facile. A volte scomodo. A volte col rischio di diventare antipatico e snob. Certe altre volte prepotentemente ignorato per fare spazio ad altre lobby che vendono di più, che distraggono di più, che sono molto più facili, ma anche molto meno consistenti.

La ricerca musicale e musicologica di Antonella non si ferma, ma progredisce con la sua carriAnto_solaera solista...e si contamina di suoni provenienti dal fascino indiano (LIBERA), dei suoni tratti dalle band (le migliori, mica i VELVET) undergroud di nuova generazione (REGISTRAZIONI MODERNE), del colossal di Morricone e delle'elettronica (SOSPESA), della musica sacra (LUNA CRESCENTE, SACRARMONIA, ma anxche -perché sacro è mon solo il repertorio cristiano- i Lieder ebraici e qualche contaminazione dalla tradizione musulmana), la musica degli anni '60 (album ANTONELLA RUGGIERO), la musica itlaiana e latina dagli anni '40 a '60 (BIG BAND!), eppoi il repertorio di fado (tournee OMAGGIO AD AMALIA RODRIGUEZ), quello dello spettacolo multimediale sugli Impressionisti L'ABITUDINE DELLA LUCE, il musical (QUATTRO PASSI PER BROADWAY). E poi l'opera lirica (MEDEA e il nuovo arrvi o a gIugno, nella nuova opera di Guarneri). E poi i concerti con i Cori ALpini. E poi la collaborazione con Concato a difesa dell'infanzia in difficoltà. Con Battiato in Explendia previsiones. E ora la guerra con Canzone fra le Guerre. E un album di suggestioni anni '30 con le canzoni fra le due guerre (SOUVENIR D'ITALIE).

C'è chi dice che Antonella sia solo una cantante da Festival, ma ha presnetato a sanremo forse nemmeno un decimo di quell oche ha fatto in questi anni. All'insegna dell'emozione e della ricerca. C'è chi dice che presenti sempre lo stesso pappone rimescolato. ma io non riesco a trovare nessun tratto in comune fra due qualsiasi dei suoi album su citati.

Onestamente penso che ci ricorderemo (se mai lo faremo) di Antonella quando forse sarà tardi, come è successo per Mia Martini, ma non è successo per Gabriella Ferri e Giuni Russo. Perché a Sanremo deve trionfare Mazzocchetti o Albano, che non venderanno una copia in più di quelle (ahimè poche) che vende Antonella, e i SUPER ospiti sono dello stampo di Gigi D'Alessio e di chi  fa musica non per passione ma per profitto.

foto-Antonella-Ruggiero-legAntonella può piacere o meno. Nessuno può negare che però sia forse l'unica grande diva che ancora hja il coraggio di cambiare tutto di volta in volta. E chi lo nega, fa un grave torto non solo alla musica italiana, ma all'ARTE in generale.

Io ti dico solo grazie Antonella. Tu hai continuato ad andare avanti nonostante, non tutti, ma molti, ti remassero contro. Rimettiti in gioco Antonella. E proponici elettronica, lirica, fado, pop... purché continui ad emozionarci.

Grazie!

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categoria:pensieri, musica, racconti, generale, antologia, attualità
sabato, 24 febbraio 2007

...perché la vita è un brivido che vola via, tutto un equilibrio sopra la follia...

...senti che fuori piove, che bel rumore!

...forse non è stato poi tutt osbagliato...Forse...ma forse....ma si!

Se dedicassi questa canzone a chi sprecail tempo, a chi riesce solo a sentire le tempeste dell'anima, a chi vorrebbe mollare tutto -anche quello che non ha afferrato-, beh, allora sono sicuro che questa canzone sarebbe per tutti. Ma dedico quetsa canzoen a chi ha amato...di sicuro questo non è stato abagliato!

"E non mi lasciare mai...inconsapevolemente, spogliati l'anima, davanti a me...".

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categoria:pensieri, antologia